Con i suoi 1.900.000 m² di banchine, quello di Civitavecchia è uno dei porti traghetti più grandi e operativi d’Italia. Quale porto della capitale, esso affonda le sue radici nell’impero Romano. La storia racconta, infatti, che fu costruito per volere dell’imperatore Traiano, intorno al 106 d.C. Progettato dal famoso architetto e scrittore Apollodoro di Damasco, che vanta tra le sue opere anche la progettazione del Foro Traiano e degli omonimi mercati, il porto fu concepito rispettando i criteri architettonici di epoca romana. La struttura era sormontata da due imponenti torri, di cui una, quella del Lazzaretto, è ancora visibile a chi giunge nel porto. Dal XV secolo il porto di Civitavecchia è teatro di un’imponente e vigorosa attività portuale, che lo rende uno snodo fondamentale sia per quel che riguarda il trasporto di passeggeri, che per i traffici commerciali del paese. Nel corso dei secoli il porto è stato arricchito da costruzioni e fortificazioni, come la cinta muraria merlata, disposta da Papa Urbano VIII e la fontana del Vanvitelli, un’opera d’arte ancora oggi molto apprezzata, davanti alla quale spesso si celebrano tuttora importanti manifestazioni. Il porto si divide oggi in due zone. Quella a Sud è utilizzata per il trasporto dei passeggeri, con traghetti che lo collegano regolarmente con Olbia, Tunisi, Palermo, Barcellona e molte altre città del Mediterraneo. Proprio per l’intensità dei suoi collegamenti, il porto traghetti di Civitavecchia viene utilizzato ogni anno da circa due milioni di persone. La sua grandezza ma anche la comodità dei suoi servizi, lo rendono oggi uno dei porti più importanti di tutto lo Stivale. È infatti anche possibile soggiornare e trovare ristoro nei molti alberghi e ristoranti presenti nelle sue immediate vicinanze, in attesa di imbarcarsi sui traghetti di linea o sulle navi da crociera.